CULTURA: La guerra di Klamm, le domande per tutti

Autore: 5/20/2012
Per quanto l’opinione pubblica si soffermi a ricordarci quanto è lodevole vivere la propria professione senza risparmiarsi, la realtà non muta: la mera dedizione sul lavoro non è la panacea di tutti i mali.
Forse è davvero necessario, oggi, fermarsi in teatro a vivere un’ora e un quarto in simbiosi con l’inquietante “professore” de “La guerra di Klamm”, per prendere cognizione del fatto che i risultati prodotti da uno spiegamento di energie non sono in sé e per sé necessariamente orientati al bene comune.
Klamm, unico personaggio della drammaturgia di Kai Hensel in scena al Teatro Filodrammatici di Milano, è un insegnante che si trova di fronte ad una classe (il pubblico) che gli ha dichiarato una guerra di mutismo, accusandolo di aver provocato il suicidio di uno studente con un voto negativo determinante per la sua bocciatura. L’apologia del professore è un monologo, recitato dall’eccellente Antonio Zavatteri, che apre allo spettatore un varco nella profonda crisi esistenziale di un adulto la cui vita è tanto piena di segni, nozioni e quaderni d’appunti, quanto vuota di significati.
Siamo davvero coscienti di quanto la nostra etica può dare contenuto alle più ordinarie mansioni? E quanto ognuno di noi è pronto ad assolvere se stesso, nell’illusoria convinzione che i propri gesti siano del tutto indifferenti rispetto all’orientamento delle scelte altrui?
Il valore dello spettacolo non sta solo nella qualità delle sue domande, ma pure nella bella prova d'arte dell’unico attore sul palco.
Al Teatro Filodrammatici di Milano dal 15 al 20 maggio 2012.
Info su www.teatrofilodrammatici.eu
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