CULTURA: “Brutto” di Von Mayenburg e la società dell’apparire

Autore: 11/17/2013
Tutto comincia con una discriminazione sul lavoro. Di quelle gravi, palesi, evidenti. Così un giorno, Lette, il protagonista della commedia - un uomo semplice fra i tanti - scopre all'improvviso di avere un volto impresentabile: indegno per un meeting internazionale, inadatto per la promozione commerciale della sua stessa invenzione. Lette decide di soddisfare le aspettative edonistiche della società facendo tabula rasa del suo volto e della sua identità. Con risultati sorprendenti, grotteschi e amaramente spassosi.

La sceneggiatura di Marius Von Mayenburg, in prima nazionale al Filodrammatici di Milano dal 14 novembre, è un testo insidioso per gli interpreti, ma la grande bravura degli attori in scena e l'efficace regia di Bruno Fornasari ne fanno uno spettacolo gustoso, equilibrato e mai scontato.

Grande è la scommessa di fondo: quattro attori recitano otto ruoli diversi, senza sostanziali cambi di costume o di scenografia. Tutto è demandato alle capacità artistiche di Tommaso Amadio (Lette), Mirko Ciotta (il rivale), Michele Radice (il capo) e Cinzia Spano' (la partner), che in un complice gioco con il pubblico riescono a lasciar leggere fra le righe della trama, senza far smarrire il filo della narrazione. Fra equivoci e paradossi, i personaggi si muovono a loro agio nell'arcinoto sfondo dato dal "trittico" bellezza-sesso-potere, che in BRUTTO viene spinto fino ai più incredibili estremi.

Spettacolo consigliatissimo per chi desidera vivere la magia del bel teatro contemporaneo; quella, cioè, che permette di trasformare il fastidio per le dinamiche rappresentate, in una pioggia di risate liberatorie.


Al Teatro Filodrammatici di Milano dal 14 novembre al 1 dicembre 2013.