CULTURA: “La Società” del conflitto

Autore: 4/5/2014
Quando il mercato del lavoro è bloccato come accade ai nostri giorni, sono tanti i giovani che pensano di aprire una propria attività. È la soluzione migliore: la via d'uscita dallo stallo che consente al singolo di darsi proprie regole e realizzare un progetto personale. Le incognite però sono molte, così come le competenze richieste... E i rischi da affrontare sono forse troppi, per lanciarsi da soli nell'avvio di una nuova attività.
È così che nascono le società come quella rappresentata nello spettacolo della Compagnia Musella Mazzarelli, in scena al Teatro Filodrammatici di Milano fino al 13 aprile 2014.

Tre amici, convinti di poter dare vita ai propri non meglio precisati "sogni" ricostruendo un locale dalle ceneri del fallimentare esercizio precedente, si trovano messi a confronto l'uno con l'altro. La pratica, la logica del commercio, li costringono però ad interrogarsi e a darsi, ciascuno, le proprie risposte secondo coscienza. Quali sono i giusti ideali da perseguire? E' conciliabile un agire etico, con la ricerca del profitto? Esiste una soluzione costruttiva all'inevitabile impasse in cui i tre soci vengono a trovarsi?

La trama semplice e la rappresentazione classica di questo godibile spettacolo, opportunamente valorizzano i dialoghi carichi di dubbio di Salvo, il romantico sognatore (Fabio Monti), Vittorio, il realista indurito dai vissuti (Paolo Mazzarelli) e Ugo, l'accomodante insicuro (Lino Musella), che si raccontano con accorata passione al pubblico, in un gioco di ruoli che cattura fino a costringere a mettersi interiormente in discussione.

Proprio come nella vita, anche nella storia raccontata sul palco intervengono moderne variabili esterne: le ultime volontà dello Zio Omero, deus ex machina della "società"; la badante rumena, fiera aspirante parvenu (Laura Graziosi); l'assicuratore che offre, senza volerlo, una triste via di fuga ai problemi di gestione del locale, percepiti come insolvibili dai tre soci.

Spettacolo fortemente consigliato sia per l'ottima qualità del cast, che per la pregevole capacità di raccontare le emozioni del conflitto, in perfetto equilibrio fra risate e pathos.