Tutela del Minore










La recente riforma in materia di diritto di famiglia e affidamento dei minori per i casi di separazione e divorzio, ha portato anche in Italia il concetto di bigenitorialità.
Il nostro ordinamento giuridico vuole ora che gli ex-coniugi, pur cessando di essere coppia, non smettano di essere entrambi presenti nella vita dei figli.

In ossequio alla supremazia dell'intresse del minore a conservare i rapporti affettivi con ciascuno dei suoi genitori, la legge ha quindi stabilito che l'affidamento esclusivo dei figli sia applicato solo in via eccezionale, per casi di peculiare gravità: oggi, in Italia, la regola generale è l'affidamento condiviso.

In questo senso si attesta anche la recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione n°16593 del 19 giugno 2008, Sez. I (per approfondimenti, si legga l'articolo pubblicato su Altalex)



COSA S'INTENDE PER "AFFIDAMENTO CONDIVISO"?
La risposta a questo quesito si trova in una pronuncia del Tribunale di Bologna, che si segnala per la sua esemplare chiarezza (Trib. Bologna, 17 aprile 2008, n. 987). Ne riportiamo di seguito alcuni importanti passaggi.

"Nel vigente quadro normativo l’argomento della conflittualità tra le parti non vale di per sé a disattendere l’opzione ritenuta prioritaria dal legislatore; in presenza di contrasti (anche giudiziari) o difficoltà nella relazione personale e nella comunicazione tra i coniugi separati o divorziati, spetta ai genitori, che assumono una precisa responsabilità verso i figli minori, tenere distinti i due rapporti: quello della coppia coniugale e quello della coppia genitoriale".

"Il conflitto tra gli adulti non deve pregiudicare il diritto del minore a mantenere un rapporto 'equilibrato e continuativo' (così dice il nuovo testo dell’art. 155, 1° co., c.c.) con ciascuno dei genitori; l’applicazione dell’affidamento condiviso comporta per i genitori l’impegno a collaborare responsabilmente nella predisposizione e attuazione di un programma concordato riguardante l’educazione, la formazione, la cura e la gestione dei figli, nel rispetto delle esigenze e delle richieste dei minori".

Ovviamente possono esistere situazioni tali da giustificare delle eccezioni applicative alla regola dell'affidamento condiviso. Per esempio, in caso di totale e prolungata mancanza di rapporti tra uno dei genitori ed il figlio, oppure d’indifferenza del genitore nei confronti del minore oppure ancora di aperta e consolidata ostilità di quest’ultimo verso il genitore, deve ritenersi che l’applicazione del regime ordinario vada esclusa, in quanto contraria all’interesse del minore (art. 155-bis c.c.).

Il nostro sistema giuridico, comunque, guarda con particolare sfavore alla mancata attuazione dell'affidamento condiviso e le recenti prassi dei tribunali stanno confermando un'impostazione fortemente protettiva nei confronti del minore: secondo la giurisprudenza più recente,commette reato il genitore che impedisce al bambino di mantenere i rapporti con l'altro genitore.

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